In Messico sono sempre più le donne che decidono di imparare un'arte marziale per avere un mezzo di difesa in più. A Ecatepec, una città di 1.6 milioni di abitanti flagellata dal crimine, stanno nascendo sempre più corsi di autodifesa femminile. Negli ultimi anni infatti le violenze contro le donne stanno crescendo in maniera spropositata.
In questi corsi le allieve imparano a calciare, a colpire punti vitali, a scappare dagli strangolamenti, ad applicare leve articolari e tecniche di disarmo.
Circa 600 donne sono state uccise negli ultimi quattro anni, nella regione di Città del Messico, e la maggior parte di questi omicidi sono avvenuti proprio ad Ecatepec.
Cadaveri di donne si possono vedere ogni giorno nelle periferie della capitale. Vengono abbandonati ai piedi delle colline, o gettati nei canali. I cadaveri sono spesso bruciati, o riportano i segni di abusi terribili.
Quest'area del Messico contende oggi il primato di luogo più pericoloso per le donne a Ciudad Juarez, città al confine con gli Stati Uniti, tristemente famosa per il suo alto numero di femminicidi.
"Questi sono crimini che mostrano un chiaro odio verso le vittime in quanto donne", ha dichiarato Maria de la Luz Estrada, direttrice dell'Osservatorio Nazionale dei Cittadini sul Femminicidio.
Arteaga è una ragazza determinata a non entrare nelle statistiche sul femminicidio, ed è per questo che ha passato gli ultimi cinque anni ad allenarsi nel Tang Soo Do, un'arte marziale Coreana, presso la Xtreme Martial Arts Academy, che si trova in un quartiere povero e sottosviluppato di Ecatepec.
Le lezioni le hanno insegnato "ad essere sempre preparata, e ad osservare tutto".
Il suo istruttore, Mario Ramirez, afferma che "non c'è legge ad Ecatepec, ma loro non sanno che noi sappiamo come difenderci".
Fabiola Zamora è una ragazza di 15 anni, e segue i corsi per una ragione ben precisa: "ho visto come le ragazze vengono portate via alla mia scuola, e così ho pensato che dovessi imparare a difendermi, in un modo o nell'altro". E lei non è nemmeno l'allieva più giovane.
All'età di 9 anni, Kenya conosce già i pericoli che si annidano nella sua citta, e teme di essere "rapita e fatta a pezzi". È per questo che è da un anno che studia arti marziali, per non essere rapita.
Al posto di prendere lezioni di danza, impara come una donna possa difendersi dalle aggressioni, sperando di "riuscire a sopravvivere".
E come darle torto, visto che in una nazione di 120 milioni di persone, almeno il 47% delle donne dai 15 anni in su è stato vittima di aggressioni ed abusi, secondo i dati del Sistema Nazionale di Sicurezza Pubblica.
Nello Stato del Messico (la regione di Città del Messico), gli ufficiali che si occupano dei femminicidi hanno aperto 257 processi dal 2011, ma solo 72 si sono conclusi con una sentenza.
Il problema è talmente grosso che i 5000 poliziotti che pattugliano l'area non sono abbastanza, afferma Dilcia Garcia, comandante dell'unità anti femminicidi.
L'anno scorso il governo federale ha dichiarato un'"allerta di genere" ad Ecatepec e in altre 10 municipalità della regione. Nelle intenzioni del governo questa doveva portare a una serie di misure efficaci per combattere il femminicidio.
Garcia tuttavia afferma che i fondi promessi dal governo per attuare queste disposizioni non si sono ancora visti, e che i rapimenti, gli stupri e gli omicidi continuano, perché gli sforzi nella prevenzione del crimine sono falliti ancora prima di cominciare.
Vista la situazione, "è una buona cosa che le bambine e le donne imparino le arti marziali e ad usare un'arma da fuoco", continua Garcia.
Manuel Amador, cordinatore della Rete non governativa sui Femminicidi nello Stato del Messico, afferma che le autorità "non sembrano interessarsi delle vittime" e che "la cultura del machismo si è trasformata in una vera e propria cultura criminale".
Anche a Ciudad Juarez le centinaia di femminicidi hanno spinto le donne a cambiare i loro stili di vita. Molte si organizzano per andare al lavoro in gruppo, mentre altre offrono passaggi gratuiti nei furgoni per minimizzare i pericoli presenti nelle strade.
(Articolo tradotto e riadattato da: goo.gl/dvBCW4)



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